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Quante faccette servono? 6, 8, 10 o 20: come capirlo
Quante faccette dentali servono per ottenere un sorriso armonioso? È una delle prime domande che si pone chi sta valutando un trattamento di estetica dentale. La risposta, però, non è uguale per tutti: 6, 8, 10 o 20 faccette non sono pacchetti standard tra cui scegliere, ma numeri che possono corrispondere a esigenze estetiche e cliniche molto diverse.
In alcuni sorrisi può essere sufficiente intervenire sui sei denti anteriori superiori. In altri casi, soprattutto quando durante il sorriso sono ben visibili anche premolari e denti inferiori, limitarsi alla zona frontale può creare una differenza percepibile tra i denti trattati e quelli naturali.
Per capire quante faccette servono davvero bisogna quindi partire dal sorriso della persona, non dal numero.
Perché 6 faccette possono bastare a una persona e non a un’altra
Quando si parla di 6 faccette dentali, generalmente si immagina di trattare i denti anteriori compresi tra i due canini dell’arcata superiore: incisivi centrali, incisivi laterali e canini.
Può essere una soluzione adeguata quando il sorriso è relativamente stretto e i premolari rimangono poco visibili. Se l’obiettivo è correggere forma, proporzioni o colore esclusivamente della zona frontale, sei faccette possono creare un risultato equilibrato senza estendere inutilmente il trattamento.
Il problema nasce quando il sorriso è più ampio. In una persona che, sorridendo, mostra chiaramente i premolari, interrompere il trattamento all’altezza dei canini può rendere più evidente il passaggio tra faccette e denti naturali, soprattutto se si desidera modificare sensibilmente il colore del sorriso.
È per questo che non basta guardarsi allo specchio con la bocca semichiusa: il dentista valuta il sorriso completo, anche nelle espressioni più ampie.
Quando si valutano 8 o 10 faccette dentali
Con 8 faccette il trattamento viene normalmente esteso più lateralmente rispetto ai sei denti anteriori. In termini schematici, si può arrivare a comprendere anche i primi premolari. Con 10 faccette, invece, la zona estetica può estendersi fino ai secondi premolari.
Questo non significa che dieci faccette siano “migliori” di otto. Significa semplicemente che possono essere più adatte a un sorriso nel quale sono visibili più denti.
La larghezza della bocca, la posizione delle labbra, la cosiddetta linea del sorriso e il modo in cui i denti vengono mostrati quando si parla e si ride sono tutti elementi che influenzano la scelta.
Conta anche il risultato che si vuole raggiungere. Se il colore delle faccette progettate è molto vicino a quello dei denti naturali, il passaggio può essere meno evidente. Se invece si desidera un sorriso sensibilmente più chiaro, intervenire su un numero troppo limitato di denti può aumentare il contrasto con quelli non trattati.
Cosa significa mettere 20 faccette
Quando si sente parlare di 20 faccette dentali, nella maggior parte dei casi ci si riferisce a un trattamento esteso alle due arcate, per esempio dieci faccette superiori e dieci inferiori.
È una situazione molto diversa rispetto a un intervento su sei o otto denti superiori. Un trattamento così ampio può essere preso in considerazione quando sia i denti superiori sia quelli inferiori sono molto visibili e presentano caratteristiche di colore, forma o proporzione che si desidera modificare.
Ma venti non è un numero da raggiungere per ottenere automaticamente un sorriso più bello. Al contrario, ogni dente che non necessita di trattamento dovrebbe essere valutato con particolare attenzione prima di intervenire.
In odontoiatria estetica il principio dovrebbe essere quello di ottenere il risultato desiderato con un trattamento proporzionato alle reali necessità cliniche ed estetiche.
Come si stabilisce il numero giusto
La valutazione parte dall’analisi del volto e non soltanto dei denti. Si osservano la larghezza del sorriso, il rapporto tra denti e labbra, la quantità di gengiva visibile, le proporzioni dentali, l’allineamento e il colore.
Oggi fotografie, scansioni digitali, progettazione del sorriso, wax-up e mock-up possono aiutare a visualizzare il possibile risultato prima di arrivare al trattamento definitivo. Il mock-up, in particolare, consente di osservare il nuovo disegno dei denti all’interno del volto e di valutarlo anche dal punto di vista fonetico e funzionale. La letteratura sull’estetica dentale sottolinea proprio il valore della combinazione tra pianificazione digitale e prova clinica nel rendere il trattamento più prevedibile.
In questa fase può emergere, per esempio, che sei faccette lascerebbero scoperta una zona troppo visibile oppure, al contrario, che estendere il trattamento a dieci denti non porterebbe un reale vantaggio estetico.
In alcuni casi può anche risultare più appropriato combinare le faccette con altre soluzioni, come sbiancamento, ortodonzia o interventi sulla forma gengivale, anziché aumentare semplicemente il numero di denti rivestiti.
Come cambia il prezzo?
Sì. Il numero di faccette è uno dei fattori che incidono maggiormente sul prezzo finale, perché ogni elemento richiede progettazione, realizzazione di laboratorio, materiali e applicazione clinica.
Se il prezzo unitario fosse identico, passare da 6 a 10 faccette aumenterebbe matematicamente del 67% circa la componente di costo legata alle singole faccette. Passare da 6 a 20 significherebbe invece più che triplicarla.
Nella realtà, però, il preventivo non è sempre una semplice moltiplicazione. Possono incidere il materiale utilizzato, la complessità del caso, eventuali trattamenti preliminari, il lavoro sul tessuto gengivale, la necessità di restaurare alcuni denti con soluzioni differenti e l’organizzazione complessiva del percorso.
Per questo motivo confrontare due preventivi basandosi soltanto sul numero di faccette può essere fuorviante: è importante capire quali denti vengono trattati, perché e con quale progetto estetico e funzionale.
Quindi: meglio 6, 8, 10 o 20?
Il numero migliore è quello necessario a rendere il sorriso armonioso senza coinvolgere denti che non hanno motivo di essere trattati.
Una valutazione personalizzata consente di capire quali denti sono realmente visibili, quali devono essere modificati e dove terminare il trattamento affinché il passaggio tra faccette e denti naturali risulti naturale.
Prima di scegliere un “pacchetto”, quindi, è molto più utile chiedere di vedere il progetto del proprio sorriso. È proprio dalla pianificazione che dovrebbe nascere il numero delle faccette, e non il contrario.
| Numero di faccette | Estensione indicativa | Quando può essere valutato | Possibile criticità | Incidenza teorica sul costo rispetto a 6* |
| 6 | Zona anteriore superiore, indicativamente da canino a canino | Sorriso stretto e problema concentrato sui denti frontali | Transizione con i premolari se molto visibili | 100% |
| 8 | Zona anteriore più primi premolari | Sorriso medio-ampio | Va verificata la visibilità dei denti più posteriori | 133% |
| 10 | Zona estetica estesa indicativamente ai secondi premolari | Sorriso ampio, soprattutto se si modifica molto il colore | Maggiore numero di denti coinvolti | 167% |
| 20 | In genere entrambe le arcate, ad esempio 10 superiori + 10 inferiori | Quando anche l’arcata inferiore ha una rilevante esposizione estetica | Trattamento molto più esteso, da motivare clinicamente | 333% |
*Confronto puramente matematico, ipotizzando lo stesso costo unitario per faccetta e nessun’altra voce di trattamento. Non rappresenta un preventivo.
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